Monday, 25 June 2012 13:56
Written by Selene Montanaro
Tags: Pitom | Start up | Storie
La startup nata nel 2011 ha sede nel Polo Tecnologico di Navacchio ed è frutto dell'impegno di ingegneri dell'Università di Pisa.Pitom è oggi l'unica startup italiana in grado di sviluppare droni nei tre settori acqua-aria-terra. Si occupa di automatizzare veicoli già esistenti, di sviluppare sistemi di guida automatica, navigazione e controllo avanzati, e di realizzare prototipi di nuova concezione.
L'idea di creare una realtà indipendente, è nata circa due anni fa all'interno dei laboratori dell'Università di Pisa. "Come ricercatori abbiamo sempre avuto la possibilità di esprimere le nostre idee e la nostra creatività nel settore dei veicoli completamente automatici, che è il filone dell'ingegneria che da sempre più ci appassiona. Durante i nostri anni di permanenza all'interno della struttura accademica abbiamo contribuito alla realizzazione di numerosi prototipi di veicoli unmanned: auto senza pilota in grado di navigare in città nel rispetto del codice stradale, kart automatici in grado di muoversi ricostruendo l'ambiente 3D per mezzo di telecamere stereo, piccoli aerei ed elicotteri automatici per il monitoraggio del suolo", spiegano Roberto Mati e Michele Franchi, fondatori di Pitom che aggiungono: "Sentivamo però che qualcosa ci mancava, desideravamo far conoscere e utilizzare queste tecnologie anche fuori dall'ambiente accademico e della ricerca, di renderle disponibili alla collettività in modo da eliminare la presenza umana in missioni potenzialmente pericolose per l'incolumità, migliorare la qualità del nostro ambiente attraverso un monitoraggio meno costoso e più efficace, e aiutare l'uomo nelle sue attività quotidiane offrendogli robot mobili per gli utilizzi più disparati".
Questa è stata la molla che ha portato alla nascita di Pitom. Nel 2007, al termine del dottorato di ricerca in Automatica, robotica e bioingegneria Roberto e Michele hanno l'opportunità di partecipare in prima linea a uno dei più grandi eventi nella storia della robotica mondiale, il 2007 Darpa Urban Challenge. L'evento, organizzato dalla Defence advanced research projects agency (Darpa) del ministero della Difesa Usa, aveva lo scopo di promuovere la realizzazione di droni terrestri (in particolare auto e camion) da utilizzare per missioni di pattugliamento, ricerca e soccorso. Come responsabili del progetto all'interno del gruppo coordinato dal Mario Innocenti, professore del dipartimento di Sistemi elettrici e automazione dell'Università di Pisa, e in collaborazione con la Ohio State University, i due fondatori rimangono in Usa in anno lavorando fianco a fianco con team internazionali, sviluppando e approfondendo tecnologie all'avanguardia nel settore dei droni. L'evento, organizzato con finalità militari, ha permesso in realtà la definizione di sistemi di sicurezza completamente innovativi da impiegare a bordo dei veicoli stradali convenzionali. Molte tra le maggiori case automobilistiche mondiali erano ufficialmente presenti all'evento, fornendo i veicoli e supportando i team di ricerca nell'automazione degli stessi.

"Può sembrare paradossale, ma alla data di fondazione di Pitom i nostri contatti erano per lo più all'estero, ed erano costituiti soprattutto da ricercatori che operavano all'interno di enti di ricerca al di fuori del nostro Paese. Ma per un'azienda ad alto contenuto tecnologico che vuole confrontarsi con il mercato, e che intende consolidarlo, il contatto quotidiano con il mondo dell'industria è d'obbligo, questa è stata la nostra più grande difficoltà iniziale, riuscire a creare già nella fase iniziale di Pitom un network di imprese con cui collaborare e condividere strategie", spiegano i fondatori che lo scorso mese si maggio hanno presentato una vera novità tecnologica: il drone d'acqua.
L'origine di piShip va ricercata in una concomitanza di fattori. "Primo fra tutti, abbiamo fatto tesoro delle numerose segnalazioni di interesse nell'utilizzo di una barca robot, tra cui la prima segnalazione da parte di Sergio Paglialunga, direttore dell'Ente Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. L'utilizzo di una barca robot apre nuovi scenari per la tutela dell'ambiente, perché permette di effettuare ispezioni su laghi, fiumi e mari in modalità completamente automatica, senza la presenza di personale a bordo dell'imbarcazione, permettendo quindi un'ispezione continuativa anche in situazioni potenzialmente pericolose per l'incolumità umana. Il secondo fattore è stato il desiderio di confrontarci con uno scenario, quello dei droni per operazioni sull'acqua, su cui avevamo avuto poca possibilità di investigare all'interno dell'ambiente accademico, rimanendo quasi esclusivamente focalizzati su droni terrestri e aerei", affermano Michele e Roberto.
Il progetto, fino a oggi completamente autofinanziato, ha iniziato a prendere vita nel secondo semestre 2010. Da quel momento i progressi sono stati rapidi, e nel maggio scorso piShip è stata presentata per la prima volta alla stampa. Varie personalizzazioni sono previste per applicazioni specifiche, e a breve inizierà il porting delle tecnologie su imbarcazioni da utilizzare per impieghi in mare aperto.
"Uno dei nostri obiettivi è diventare entro quattro anni un punto di riferimento per l'industria europea dei droni per operazioni su acqua, terra e aria. Per raggiungere tale obiettivo, e per continuare a garantire il massimo livello di qualità, stiamo attualmente rafforzando sempre più i nostri contatti con enti di ricerca italiani ed esteri. Allo stesso tempo stiamo stringendo accordi con alcune aziende di tecnologie complementari alle nostre - sottolineano i fondatori di Pitom -. Inoltre, con la presentazione dello scorso maggio abbiamo reso evidente la possibilità tecnologica di realizzare imbarcazioni-robot completamente automatiche. piShip è il nostro primo prodotto sviluppato interamente in azienda, senza tener conto dei robot progettati e realizzati per i vari committenti esterni. Ma non possiamo fermarci al prodotto della ricerca: i robot devono essere veicolati sul mercato per raggiungere tutti coloro che possano trarne beneficio. E diffondere e far conoscere piShip con capillarità è la nostra sfida a breve termine. Una sfida che condividiamo con il team di professionisti del Polo Tecnologico di Navacchio".
Numero 018