Rivista
logo_lobby

Rivista

Tags: Libri

Grandi aziende che innovano come delle startup, startup che crescono come grandi aziende.

pretotype-copertina pretotipareSembra fatto apposta. Innov'azione – azione nell'innovare, è la rivista giusta dove presentare il libro di Alberto Savoia, Pretotype it – Pretotipare, appena tradotto in italiano da chi scrive. Pretotipare è una parola coniata per indicare un nuovo approccio all'innovazione il cui mantra è "fare" batte "parlare". L'azione è parte essenziale del processo di innovazione e pretotipare è l'azione vincente di questo processo.

L'idea di pretotipare è nata e cresciuta nei laboratori di innovazione di Google, portando allo sviluppo dell'eXtreme innovation approach dell'azienda di Mountain View. E ne ha varcato le soglie, inizialmente con conferenze e seminari nella Stanford Graduate School of Business e più di recente venendo adottata all'interno di grandi aziende Fortune 500.

Oggi pretotipare ha dimostrato nei fatti di essere l'approccio giusto per fare innovazione in maniera intelligente, dalla startup alla grande azienda. La startup riesce a sviluppare la sua idea innovativa in maniera efficiente grazie ad un approccio basato su fatti e misure, la grande azienda riesce a innovare come una startup mantenendo il controllo del processo di innovazione.
Ma cosa c'è di così speciale in pretotipare?

Pretotipare nasce dall'osservazione della dinamica del processo di innovazione e degli ingredienti che portano al successo o all'insuccesso. Vediamoli rapidamente.
La Terra del pensiero, è il posto dove le combinazioni più interessanti di pensieri danno origine alle idee innovative. Spesso è in questa Terra che raccogliamo i primi feedback sulla nostra idea innovativa, con focus group, questionari, interviste, parlando della nostra innovazione. Raccogliamo opinioni e spesso ci facciamo condizionare da queste.

Ma quello che scopriamo il più delle volte rischia di essere un falso positivo o un falso negativo. Il primo è il più frequente, il secondo è il più insidioso. Un falso positivo fa credere che un'idea innovativa interesserà veramente, cioè che avrà un mercato, quando invece alla prova dei fatti il prodotto o servizio non avrà il successo previsto dai risultati dei focus group. Un esempio è Webvan, il servizio di consegna a domicilio di prodotti alimentari freschi che stando a tutte le inchieste avrebbe conquistato il mercato americano. Dopo un investimento multimilionario in infrastrutture e personale, invece, i clienti non si fecero vedere e lo startup fallì miseramente.

Un falso negativo d'altra parte demolisce un'idea che alla prova dei fatti avrebbe avuto successo, solo perché, così a parlarne, non sembra. Twitter è un caso eclatante di questo effetto. Prima che il servizio fosse disponibile, nessuno voleva scommettere sull'utilità né tanto meno sul successo di quell'idea un po' balorda. Solo la prova dei fatti ha dimostrato che Twitter poteva diventare un prodotto di successo.
Ecco quindi la chiave del pretotipare: i pensieri e le opinioni su un'idea innovativa sono rischiosissimi perché non rappresentano correttamente la realtà di quello che il mercato farà con un nuovo prodotto (o servizio, sottinteso). Quindi il posto dove verificare se un'idea potrà avere un mercato è la realtà reale, che è dove succedono le cose.

Pretotipare è uno strumento per valutare le reazioni del mercato nei fatti, quindi non chiedo al mercato, ma realizzo per il mercato qualcosa che mi permetta di capire le sue reazioni reali.
Attenzione! A questo punto la tentazione di realizzare un prototipo è forte ma...

A cosa serve un prototipo? Serve principalmente a capire se si è in grado di costruire un prodotto, come superare gli ostacoli tecnologici, quanto costerà produrlo e così via. Spesso per un progettista è il modo di realizzare subito la sua creatura/prodotto dimenticando la sua creatura/business. (e purtroppo a volte può anche essere il modo di tenersi impegnati sul prodotto per non guardare ancora al mercato per pigrizia o paura).
Certo, un prototipo si può usare anche per testare il mercato, ma non è il modo più efficiente. Ricordiamoci, ci si trova ancora nella fase di validazione di una certa idea innovativa, non si sa ancora se funzionerà (dal punto di vista del mercato).
Si dovrebbe quindi validare l'idea e il mercato nella maniera più efficiente possibile. E se in qualche modo si riesce a essere più efficienti che costruendo un prototipo, è questa la cosa che va fatta per prima. Steve Blank di 4 Steps to the Epiphany e LeanLaunchPad dice sempre "vai in strada" (go out of the building) e verifica il mercato prima ancora di costruire il prodotto.

Così a occhio ha senso, ma perché è così? Perché verificare il mercato prima di costruire il prodotto? È un processo più efficiente? Costa meno? Ebbene sì. Pretotipare ha finalmente mostrato i numeri. Fare esperimenti per validare il mercato con dei pretotipi (con la 'e') costa molto meno che realizzare dei prototipi (con la 'o'). Quindi per forza di cose vanno fatti prima.
Ma cosa significa esattamente pretotipare? Pretotipare significa verificare l'interesse iniziale e l'effettiva utilizzazione di un potenziale nuovo prodotto simulandone l'esperienza con il minimo investimento di tempo e denaro. Un pretotipo quindi è qualunque tipo di simulacro a basso costo di un prodotto che ancora non esiste, e che viene usato per osservare le reazioni di interesse ed utilizzo dei clienti.
Il vantaggio del pretotipo sul prototipo è il suo costo, proporzionalmente molto inferiore, che permette di realizzare un numero molto maggiore di esperimenti su diverse varianti dell'idea, affinandola ogni volta per avvicinarsi sempre di più all'idea giusta, tutto senza incorrere nei costi di sviluppo di un prototipo.

Come dicevamo, pretotipare mostra i numeri. Alla creatività associata all'invenzione di nuovi pretotipi per validare un'idea, si affianca un'evidenza numerica. Alberto, insieme a tutte le persone in Google e Stanford coinvolte nello sviluppo di pretotipare, ha evidenziato le metriche fondamentali che da un lato aiutano a validare l'idea nel mercato, e dall'altro esprimono il risparmio in costi e tempi di sviluppo dell'innovazione. Queste metriche hanno aiutato e stanno aiutando gli innovatori, sia startup sia grandi aziende, che hanno adottato questo approccio.

Un assaggio delle metriche? Dal lato validazione dell'idea abbiamo il Livello iniziale di interesse e il Livello continuato di interesse, mentre dal lato costo e tempo di sviluppo abbiamo il Ritorno sull'investimento della pretotipazione. Queste sono le metriche che permettono a grandi aziende di innovare come delle startup, e a startup di crescere come grandi aziende.

Pretotipare ha avuto e sta avendo sempre più successo nel mondo dell'innovazione negli Stati Uniti dove, oltre al libro Pretotype it, vengono offerte presentazioni e sessioni interattive nelle più importanti scuole di business, e seminari intensivi di una o due giornate per i dipartimenti di innovazione in grandi aziende. E ora si sta preparando a sbarcare in Europa.

Finora in Europa, e in Italia in particolare, ci siamo arrangiati con gli strumenti che potevamo trovare sul sito pretotyping.org. Da adesso, tanto per cominciare, è finalmente disponibile online in italiano il libro di Alberto Savoia, Pretotype it – Pretotipare. E a breve saranno disponibili anche sessioni interattive presso le più importanti scuole di business e incubatori. I seminari intensivi per grandi aziende seguiranno a ruota, offerti sia in formato exec-ed con partecipanti da diverse aziende, che come progetto on-site, presso l'azienda.

E visto che il mantra della pretotipazione è 'fare batte parlare', anche in questo articolo abbiamo il dovere morale di fare. Arrivato a questo punto, ciascuno si sarà fatto un'idea di cosa sia pretotipare e avrà delle opinioni al riguardo. Ma per capire veramente che cosa possa significare pretotipare per ciascuno di noi, lo dobbiamo fare!
Allora prendiamo quell'idea un po' balzana che ci sta frullando in testa da un bel po' e facciamone un pretotipo per verificare il Livello iniziale di interesse. Ma come?

Proviamo a fare un pretotipo Porta Finta. Chi se ne intende può creare una landing page in cui descrive il prodotto e chiede al visitatore di compiere un'azione ("se sei interessato clicca qui"). Associando questa pagina a un AdWords e facendo un po' di esperimenti per trovare la parola chiave migliore, abbiamo uno strumento per verificare il Livello di interesse iniziale. Quanti utenti che hanno visto l'annuncio di AdWords lo hanno cliccato e sono arrivati alla landing page? E di questi, quanti dopo aver letto la pagina hanno cliccato dove richiesto, dimostrando un Livello Iniziale di Interesse?

Ma il bello è che una Porta Finta può essere ancora più semplice. Basta un A4 e una penna. Può essere semplicemente un annuncio da mettere nella bacheca dell'università, dove si descrive il prodotto e per maggiori informazioni basta prendere lo strappino con il numero di telefono. Noi stiamo a guardare per un po' e contiamo quante persone hanno letto l'annuncio e quanti hanno preso lo strappino. Ecco che abbiamo un'indicazione del Livello iniziale di interesse al costo di un foglio A4 e un paio d'ore di osservazione.

L'idea di pretotipare è che non bisogna vergognarsi di fare pretotipi semplici, anzi! Quanto più efficiente in termini economici può essere un esperimento fatto con un foglio A4 piuttosto che realizzando un prototipo per quanto semplificato? E quanto di più posso imparare osservando i comportamenti reali piuttosto che chiedendo un parere? Insomma, il mercato in azione, mica chiacchiere!
Quindi prendiamo l'iniziativa di fare, per capire se la nostra idea vale la pena di essere sviluppata, o se è il caso di cambiarla in qualche modo o abbandonarla del tutto. Ma facciamolo, adesso! Il tempo passato a fantasticare nella Terra del pensiero ci allontana dalla realtà, che invece è dove dobbiamo stare, perché è lì dove succedono le cose.

Per saperne di più su Pretotype it – Pretotipare, il libro in versione originale inglese è disponibile su pretotyping.org in versione pdf o Kindle, mentre il pdf in versione italiana si trova su pretotype.it.

Numero 019

Tags: Libri

Un nuovo modo per comprendere le opportunità economiche offerte dalla rete 

Internet Economics
vuole essere una revisione della letteratura economica con lo scopo di estrapolare in primo luogo i modelli concettuali con i quali internet è rappresentata, e in secondo luogo di evidenziare come e quanto impatta internet nei sistemi economici.

Il carattere ubiquo di internet rende la sua modellizzazione e la valutazione degli impatti una questione di grande interesse in ambito accademico, ma anche molto complessa e difficile da analizzare. Il concetto di base del contributo economico di internet è in realtà molto semplice: internet facilita la condivisione di informazioni in modo economico e veloce. Ciò si traduce in un aumento dell'efficienza informativa, che sostiene la produzione di prodotti e servizi dipendenti dalla condivisione delle informazioni. La rapidità di propagazione di internet unito al suo impatto sulle economie internazionali (McKinsey quantifica nel 2009 il peso dell'economia internet pari al 3,4% del Pil prodotto dalle 13 principali economie mondiali), giustifica l'interesse degli studiosi nel tentativo di modelizzare il fenomeno da un punto di vista economico.

Diversi modelli sono stati elaborati e nel libro sono stati analizzati sia modelli generalisti, sia modelli specifici dell'industria dell'online. Analizzare internet con modelli ricalcanti i Cas (Complex adaptative system), i Gpt (General purpose technology) o gli Lts (Large technological system), consente al lettore di avere una visione d'insieme del sistema internet, e permette di studiare come questo si relazioni e impatti su altri sistemi. Lo svantaggio di questi modelli è la mancanza di specificità nell'analisi di cosa è internet e di com'è composta, non fornendo allo studioso gli strumenti necessari per scomporla e per capire come le varie parti interagiscono tra di loro.

I modelli di analisi più specifici analizzati nel libro, come i modelli a strati, a flussi economici e incentrati sulla catena del valore, hanno invece il pregio di guardare dentro internet, cercando di individuare i diversi pezzi di cui è composta l'industria, ma sono carenti nel non rappresentare adeguatamente le specificità dei modelli economici che esistono nell'industria Internet e di non allargare l'analisi ad altre dimensioni di investigazione oltre alla semplice definizione delle parti. Per questo il libro propone un nuovo framework di analisi dell'industria di internet, il Liif. Il framework si basa sull'interpretazione di internet come una meta-piattaforma multi-strato, cioè una piattaforma universale e neutrale che costituisce l'ecosistema dove nascono ed evolvono numerose piattaforme, le quali, per funzioni svolte, creano i diversi strati che compongono l'industria di internet. Gli strati individuati sono:
  • Infrastructure layer, lo strato che comprende i produttori di attrezzature e materiali necessari per l'infrastruttura di internet, gli operatori coinvolti nella creazione e gestione dell'infrastruttura, cioè tutte le piattaforme infrastrutturali tecnologiche che sostengono Internet;
  • Access layer, lo strato che comprende gli operatori che forniscono accesso (Isp), produttori di dispositivi internet enabled, produttori di sistemi operativi e di software di connessione, cioè tutte le piattaforme di accesso a internet;
  • IT layer, lo strato che comprende i produttori di software per lo sviluppo web, di applicazioni per l'internet commerce, di sistemi di gestione dei contenuti online (Cms), cioè tutte le piattaforme software di base di Internet;
  • Intermediary layer, lo strato che comprende gli operatori che intermediano tecnologia e servizi online, come i motori di ricerca, gli intermediari di pagamento, le piattaforme abilitanti le transazioni tra venditori e compratori, le piattaforme pubblicitarie online, cioè tutte le piattaforme di intermediazione di Internet;
  • Content layer, lo strato che comprende gli operatori che offrono contenuto e vendono prodotti e servizi, cioè tutte le piattaforme di contenuto di internet.
Il modello internet come meta-piattaforma permette di evidenziare i principali stadi evolutivi della rete in base all'affermazione di diversi aspetti della meta-piattaforma. Si parte dall'internet delle origini, intesa come una Scientific platform, volta allo scambio di informazioni tra ricercatori. Si passa poi all'Informative platform, dove l'aspetto informativo della rete fuoriesce dall'ambito scientifico per approdare ai consumatori e il web è dominato dai portali che organizzano il contenuto. Nella fase successiva l'esplosione dei contenuti porta a un cambio di paradigma: il web non è più il mondo chiuso dei portali ma diventa una galassia in espansione in cui sono i motori di ricerca l'entry point per la rete, siamo nel periodo della Searchable platform. La rete in seguito si afferma come nuovo media, dove l'informazione non è più one to many ma many to many, segnando l'avvento della Social platform. Essere online diventa un'esigenza anche in mobilità, la base di dispositivi connessi è sempre più ampia, internet si evolve nella Mobile platform. La rete si conferma come infrastruttura di riferimento per lo scambio di informazioni dove non più solo persone, ma anche sensori, oggetti e cose si collegano, segnando l'avvento della prossima internet, la Things platform.

Il framework si compone di una dimensione di analisi che permette di studiare Internet nelle sue direttrici fondamentali, in particolare nel libro è adoperato il Liif per analizzare:

  • Le caratteristiche distintive – quali sono le caratteristiche distintive che hanno reso internet una piattaforma diversa dalle altre e come queste ne hanno determinato l'evoluzione e gli impatti sociali che ha avuto, dalle origini ai giorni nostri, andando inoltre a individuare gli sviluppi in corso e i trend futuri.
  • La domanda – quali sono le dimensioni chiave per la misurazione della domanda di Internet in ogni strato del framework Liif, cercando di cogliere gli aspetti salienti che spiegano la veloce crescita e affermazione della rete, e infine analizzare i dimensionamenti generali dell'industria online, che le principali società di consulenza globali hanno fatto, calcolando il peso economico di Interent sul Pil delle maggiori economie mondiali.
  • L'offerta – quali sono i principali fenomeni che insistono sul lato dell'offerta, in particolare ci si è soffermati sull'analisi di alcune delle piattaforme fondamentali di internet, come la Search platform, e si è inoltre studiato il fenomeno delle startup, ovvero la creazione di nuove imprese basate sulla rete, che vede numeri ed elementi distintivi propri dell'industria internet.
  • I modelli economici – quali sono i modelli e le specificità dell'economia internet, con particolare riferimento ai mercati multi-sided (i mercati con diversi gruppi di clienti collegati insieme da una piattaforma abilitante), agli impatti economici della rete all'interno di mercati tradizionali, e ai nuovi mercati online creati ex novo, caratterizzati da una migliore misurazione, un'elevata personalizzazione, rapida innovazione e un design di mercato più consapevole.
  • I business model – quali sono i business model che si trovano sulla rete, analizzando le classificazioni presenti in letteratura e proponendo una nuova classificazione che faccia risaltare le specificità della rete e che tenga in considerazione le ultime evoluzioni di internet, basata su tre macro-categorie individuate dall'autore: i Transaction based model, gli Advertising based model e i Free based model.
  • I mercati – quali sono i principali mercati negli strati dell'industria internet con una focalizzazione sui mercati maggiormente caratteristici del settore: l'online advertising e l'e-commerce, entrambi analizzati in termini di peso, dimensionamento economico e dinamiche chiave di funzionamento.
Il libro si conclude con una tassonomia dei prodotti e servizi presenti nell'industria internet. Questo perché in ogni industria moderna esiste la necessità di rappresentare i prodotti creando una tassonomia della produzione, anche per fini statistici ed economici. A tal fine, non trovando nulla di esaustivo nell'attuale letteratura accademica, l'autore ha provveduto nel tentativo di realizzarne una, che precisando elementi di distinzione chiari, individua tre grandi macro-categorie nell'industria: i siti web, le piattaforme tecnologiche e i servizi per siti e piattaforme, ognuna delle quali viene opportunamente aperta e caratterizzata con livelli e sotto-livelli.

Il metodo seguito nel corso del libro è profondamente analitico e parte da un'accurata analisi della letteratura per raffrontarla con la quotidianità dei fatti. L'obiettivo è allo stesso tempo sia produrre dibattito nel mondo accademico, sia fornire uno strumento di lavoro per manager e imprenditori che decidano di approcciare il mondo di Internet per sviluppare il loro business o per dar vita a nuove forme d'impresa.

Numero 019

Tags: Cazza la randa

duomo milanoPare essere scattata una sorta di sana competizione tra campanili anche sul fronte delle startup innovative, competizione che vede in prima linea grandi città come Roma e Milano ma anche angoli di provincia come Roncade dove ha sede H-Farm che essendo stato scelto dal ministro Passera quale luogo per annunciare i provvedimenti a sostegno delle imprese innovative, si è conquistato una splendente ribalta.

Ogni angolo del Paese pare avere il suo festival digitale, la sua conferenza sull'innovazione o il suo evento sulle startup, da nord a sud sembra essere diventata la moda dell'anno è come se si rischiasse di sparire dalla cartina geografica se non si corre ai ripari facendo qualcosa dove si parla di giovani imprenditori innovativi, incubatori, finanziamenti in capitale di rischio. Fare un elenco dei campanili alla cui ombra succedono eventi sarebbe lungo e inutile ma una piccola partita a ping pong la si può giocare tra Milano e Roma dove il fermento è ai massimi livelli.

Roma ha recentemente presentato il progetto Roma Startup, ha ospitato la prima edizione del TechCrunch Italy che si è svolta nel suggestivo teatro scespiriano di Villa Borghese e si appresta a lanciare iniziative come la prima edizione del Cleanweb hakcathon e il debutto del nuovo incubatore di EnLabs all'interno della stazione Termini.colosseo roma

Milano ha avviato il programma denominato MilanoCapitaleDelleStartup creando una commissione di dieci esperti che lavora di concerto con il Comune di Milano e la Camera di Commercio di Milano, si appresta a ospitare il Centro Euro-mediterraneo per le micro, piccole e medie imprese che diverrà perno della politica dell'Unione europea nel sostegno alle relazioni tra imprese dell'Europa e del mediterraneo e per il lancio organizza il Forum economico euro-mediterraneo il 12 e 13 novembre 2012 che avrà anche un momento dedicato a startup, incubatori, investitori provenienti dai Paesi dell'area. Sempre a Milano sono in procinto di aprire i battenti almeno tre nuovi grandi spazi per startup, incubatori ma anche coworking evoluti che saranno sostenuti da iniziative private e da istituzioni locali e accademiche. E poi naturalmente a Milano si guarda anche all'Expo del 2015 come il primo che potrebbe dare grande risalto su scala globale al ruolo delle startup innovative.

Il decreto sviluppo bis darà nuovo impulso anche allo sviluppo delle iniziative generate dai territori ed è importante che ognuno faccia la sua parte perché è dimostrato che le startup possono nascere ovunque, ma poi per crescere e svilupparsi devono poter operare in contesti dove si creano forti relazioni con il mondo industriale, con il mondo finanziario e con i mercati internazionali.

Numero 019

Altri articoli...

Pagina 5 di 99

5